La storia

Samia Yusuf Omar è una bambina somala di sette anni che attraverso la corsa scopre la gioia e il senso di libertà che la guerra ha distrutto da anni in lei e in tutto il suo popolo. Con la sua caparbietà e la sua dedizione all’allenamento tra le strade di Mogadiscio, con le scarpe dei suoi fratelli e in mezzo alle buche delle bombe e con il suo migliore amico, suo coetaneo, come allenatore, a diciassette anni riesce ad arrivare alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Non vince. Arriva ultima ma il mondo, non solo sportivo, scopre e riconosce, grazie a quella gara il suo talento ed i suoi sacrifici.



Riesce così a portare la voce del popolo somalo in tutto il mondo. Il suo obbiettivo, tornata a casa, è la preparazione per le qualificazioni alle Olimpiadi di Londra, ma la guerra in Somalia è sempre più spietata, l’integralismo ha preso il sopravvento e le sue magre gambe non riescono a correre più veloci di lei. Decide dunque, a malincuore, di lasciare il suo paese e provare a raggiungere l’Europa per allenarsi e gareggiare alle Olimpiadi di Londra 2012. Non le viene permesso di farlo in alcun modo. Non c’è alternativa se non quello di affrontare il grande Viaggio dei migranti. 


Lo spettacolo

L’opera teatrale musicale “Non dirmi che hai paura” è la trasposizione dell’omonimo romanzo di Giuseppe Catozzella, Premio Strega Giovani. Il romanzo viene pubblicato in tutto il mondo, tradotto in 13 lingue e diventa un caso editoriale e un longseller diventando un classico contemporaneo con 500 000 copie vendute in Italia e 800 000 copie nel mondo. Dal romanzo, nel 2024, contemporaneamente all’Opera Teatrale, è stato tratto il film omonimo, presentato in concorso a New York al Tribeca Festival di Robert De Niro, dove ha vinto la Menzione Speciale della Giuria per il Miglior Film Internazionale.


Questo romanzo ha aperto gli occhi e i cuori di molti, tra cui quelli di Cristina Muti, Presidente onorario del Ravenna Festival e di Giorgia Massaro, detentrice dell’idea e dei diritti del libro, e Laura Ruocco che proprio insieme al Ravenna Festival hanno dato vita a questa storia portando in scena la prima mondiale dello spettacolo in occasione de “Le vie dell’amicizia” a Ravenna l’8 Luglio 2024.


La visione dello spettacolo si fonda sulla potenza dello sport come messaggio universale di crescita umana e vuole stimolare e creare connessioni tra l’identità dei giovani e i valori della società, con attenzione particolare all’integrazione culturale e al rispetto dei diritti umani.


Una grande Opera Teatrale Musicale, con in scena 30 performers e con le musiche edite di Peter Gabriel (Come Talk to me, Don’t give up, Red Rain solo per citarne alcune) arrangiate, sotto la sua supervisione, da Alessandro Baldessari che ha curato anche tutta la composizione e l’arrangiamento delle musiche inedite. Le canzoni di Gabriel, i suoi testi e le sue sonorità uniti al rispetto, all’empatia e alla conoscenza della musica multietnica e africana, portano indubbiamente un grande valore aggiunto e sposano il messaggio artistico del progetto. 


La coreografia, affidata a Giulio Benvenuti, rappresenta una parte importante sia in termini di narrazione della storia che di momenti dedicati. E’ uno spettacolo molto fisico e dinamico anche nelle parti solamente recitate.


Non mancano grandi contenuti multimediali sia di graphic e virtual design sia di filmografia che permette in alcuni momenti di assistere a vere e proprie installazioni video. Il lavoro è stato curato da Alessandro Parrello.


La regia è affidata a Laura Ruocco, mentre la supervisione artistica al progetto e i costumi sono di Ivan Stefanutti, le scene di Matteo Benvenuti e il disegno luci di Emanuele Agliati.



GALLERIA

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Dal 1997 Ravenna Festival costruisce "ponti di fratellanza" attraverso pellegrinaggi laici che toccano città ferite, riallacciando antichi legami con luoghi che hanno fatto la storia chiamando questi momenti "Vie dell'Amicizia". Sono lo spirito profondo della manifestazione, il culmine del suo progetto culturale, la sintesi più alta. A guidare questi viaggi, ambasciatore di cultura nel mondo, è da sempre Riccardo Muti insieme ad orchestre e cori che, proprio nello spirito di fratellanza che anima questo progetto e a testimonianza dell’universalità del linguaggio musicale, in ogni occasione hanno accolto tra le proprie fila musicisti della città meta del viaggio. 


È in questa cornice che l'evento ha preso vita a Ravenna in due serate di grande valore artistico, culturale e sociale. Una dedicata al concerto del Maestro Muti che ha diretto lo Stabat Mater di Giovanni Sollima e l’altra al debutto dell’opera teatrale musicale “Non dirmi che hai paura”.


Prossime Date

Tour 2025/2026

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